Stato

e creò il blog

E’ arrivato quel giorno… mi ha incuriosita il fenomeno blog più di fb; ho messo in pratica le mie nozioni di base di informatica/web e ho soprattutto osservato il lavoro del collega dell’ufficio comunicazione.

Senza nessun annuncio, ho iniziato timorosa ma decisa.

Ho cercato una piattaforma gratuita, mi son affidata a WordPress mi è sembrato subito il più comprensibile e ho seguito le linee guida per creare il mio account; appena creato il profilo ho testato diversi temi per la personalizzazione e ogni volta dopo il salvataggio ho verificato che mi piacesse il risultato della struttura da visualizzare sul web… son stati diversi i tentativi, è quasi come scegliere un vestito

Ho individuato il mio tema al terzo tentativo e ora mi sembra appropriato, poi ho cominciato a postare brevi articoli, report di vacanze, gli step per i preparativi di un evento con tanto di countdown in prima pagina nel blog, tutto corredato di foto.

Non sono completamente soddisfatta del risultato come blog, son però soddisfatta di quello che son riuscita a realizzare da sola, e vorrei perfezionare l’aspetto estetico ed i testi.

Un giorno, in proposito, ho anche pensato “il blog è proprio brutto” e un’altra volta “questo blog è il più brutto che abbia mai visto” e chissà quanti hanno condiviso questa espressione…quanti? ..no, siete così tanti? … se le critiche son costruttive, le autocritiche devono essere ricostruttive e quindi sto prestando più attenzione ai contenuti, sempre inevitabilmente in linea con il mio stile

Nella struttura del blog ho inserito anche il contatore visite e mi chiedo a volte quale genere di utente si sofferma o solamente sfoglia i miei articoli e le pagine pubblicate e mi fa piacere che il contavisite stia registrando le unità in aumento quasi ogni giorno.

Una delle evoluzioni per il blog sarà postare immagini più professionali e sto pensando a recuperare la mia attrezzatura fotografica e ad aver più pazienza nel pubblicare nuovi post per scegliere fotografie di qualità superiore da inserire; le immagini che ho aggiunto finora, scatti fatti con il mio SmartPad (Mediacom) o con l’iPad, mi piacciono molto ma Internet è più esigente.

Infine, quello che conta per il mio blog è l’emozione, grammaticalmente non corretta o “non a fuoco”, è vera: Enjoy Fagiolino Mind.

 

Galleria

lost + found – David Lachapelle a Venezia

Palazzo Tre Oci, Isola della Giudecca: dal classico al pop.

Se la mostra poteva deludere Venezia non me ne faceva accorgere: città di incredibile bellezza instancabile nel sorprendere di meraviglia in ogni angolo e in questa occasione ospita anche una mostra fotografica ben riuscita

Pensavo nell’attesa dell’evento di aver esagerato con il genere mi sono fatta trasportare dall’istinto, dalla passione puramente fisica per la fotografia in una assoluta carenza tecnica. Temevo di non comprendere le immagini e nemmeno di condividere lo stile ma raggiungere il Palazzo Tre Oci è stato quanto di più trainante e la visita alle sale su tre piani è stata ricca di informazioni soprattutto per la genialità della struttura delle fotografie che rappresentano immagini ispirate a classici della letteratura e della pittura italiana, capolavori unici in tutto il mondo.

L’interpretazione di Lachapelle non ha trasfigurato il senso e ha accentuato invece la grandezza di una visione già raccontata sulle pareti della Cappella Sistina e su testi classici con l’utilizzo di tecniche moderne e sofisticate e studi realizzati con materiale di riciclo e uso comune. 

Le ciminiere e i condotti di scarico, le turbine e i silos non son altro che cannucce, bicchieri di plastica,contenitori per uova in cartone e bigodini simpatico e ancora geniale oltre alla grande abilità nel realizzare questi modellini e farli “sbuffare, scaricare, contenere” come una vera centrale produttiva.

I modelli per le figure umane son di fattezze comuni, non c’è solo l’esagerazione della super bellezza c’è anche straordinaria normalità dove finalmente ci si può immaginare all’interno della struttura del set fotografico: potevo starci anche io al secondo piano nella camera di una sezione di una casa dove azioni qualsiasi erano raffigurate per ogni stanza con gente di ogni genere.

Una mostra ricca di contenuto, da osservare e dalla quale ho capito la mia lontananza dal mondo della tecnica fotografica ma non dalla ricerca del bello, del particolare, del sè che occorre per creare una buona fotografia e che sento mi appartengono.Uno sguardo dalle finestre e la laguna ci separa dalla fantastica vista di San Marco incorniciata nel balcone in ferro battuto arricciato

Venezia photoPOP

Fino al 10 settembre la Casa dei Tre Oci di Venezia ospiterà la mostra Lost + Found, del famoso fotografo statunitense David LaChapelle, 1963 Connecticut.

Più di 100 fotografie ne raccontano la carriera, e in anteprima mondiale sarà esposta la nuova serie New World, che LaChapelle ha realizzato negli ultimi quattro anni, dedicata alla rappresentazione del paradiso, della gioia, della natura e dell’anima, nello stile surreale e pop per cui è conosciuto.

La mostra ripercorre i suoi lavori a partire dai primi progetti in bianco e nero fino alle fotografie dai colori molto accesi, per cui è più conosciuto. La sua carriera è segnata da due momenti cruciali: quando, in seguito al successo degli anni Ottanta, iniziò a lavorare per la rivista Interview di Andy Warhol e iniziò a fotografare celebrità come Michael Jackson, Hillary Clinton, Muhammad Ali, Jeff Koons, Madonnam Uma Thurman e David Bowie; e il 2006, quando dopo un viaggio a Roma e una visita alla Cappella Sistina, LaChapelle realizzò il suo lavoro più famoso, The Deluge (Il Diluvio), a cui seguirono After the Deluge e Awakened.
In mostra ci sono anche le serie Gas e Land Scape, in cui ricostruisce modelli di stazioni di benzina e di impianti petroliferi in scala attraverso materiali riciclati. 

New World segna il ritorno alla rappresentazione della figura umana, che LaChapelle aveva abbandonato negli ultimi anni, e immagina il viaggio dell’anima dopo la morte e il paradiso.

Gita fast and cheap da Bologna in treno, ingresso alla mostra €12,00.

Galleria

A Saint Tropez, tutti bikers

Per l’Eurofestival 2017 a Grimaud, golfo di Saint Tropez

Nulla è cambiato dai mitici anni ’50 nulla deve cambiare: donne e motori e tutti i sentimenti, ogni improvvisa emozione.

4 giorni all’insegna di un paio di colori, il nero e l’arancione, una unica musica giorno e notte: quella di tutti i motori.

Giorni che passano e sai che saranno gli unici in cui vedrai i marciapiedi che accolgono le moto con il tappeto rosso e la costa battuta da colonne di moto lente e affascinanti protagoniste con appassionati bikers che sfilano in una immaginaria passerella 

Tipi di ogni età e sesso, riuniti per una festa: in ogni locale ed edifici gli striscioni di welcome bikers e al mercato del sabato mattina giubbotti di pelle tra il più chiccoso stile tropezienne un connubio incantevole insieme allo sfarzo nei porti dei grandi yacht approdati qui a Saint Tropez, un mito che continua a far sognare.


Stato

Must di Primavera

Ogni stagione ha i suoi must:shopping and relax i must per affrontare questo cambio stagione: tra poco il calendario inaugura la Primavera, sinonimo di risveglio in tutti i sensi. Il nostro fisico sente il calore del sole che illumina le giornate allungandole portando buonumore e idee nuove che si accavallano con l’energia di una ricarica naturale ed a proposito ricevo questo invito da Maurizio Passi per salutare la Primavera con consapevolezza e gioia di sentirsi in armonia con l’ambiente senza distogliere l’attenzione tutta femminile dal pensiero che ogni mattina si affaccia all’anta dell’armadio: ed ora che cosa mi metto? Non ho niente da mettere.. Devo guardare qualche sito fashion di shop online e trovare suggerimenti su come al momento riciclare le cose che già ho in attesa di uscire per negozi; ma non voglio distogliere la mia e la vostra attenzione dalla nota più immediata: riconquistare una posizione di agio con il nostro corpo all’aria aperta, via la muffa degli ambienti chiusi e riscaldati e quindi proviamo a cimentarci con il Saluto al Sole per allenarci a godere della nuova bella stagione e ringraziare per ogni giorno che il Sole accende. Grazie.

Stato

Sta arrivando la bella stagione

È una sera rilassante e mi sento creativa, il mio studio con tutto il caos di ogni materiale mi suggerisce di fare qualcosa per passare un po’ di tempo con la mente libera; filo di ferro colla a caldo cartoncino ritagli di giornale e il pensiero alla bella stagione che sembra vicina, e lo desidero tanto, quindi do una occhiata anche al guardaroba trovo che non è aggiornato con le nuove tendenze  e per le donne più fashion, alle professioniste dei nuovi arrivi, delle liste nei negozi per le anteprime delle vetrine ho pensato ad una donna con i capelli raccolti e con un abito a tubino carica di borse piene di abiti degli stilisti più in voga il sogno di quasi ogni donna: la modalità #iloveshopping.

Una citazione per salutarvi:  Le donne di solito amano quello che comprano, ma odiano i due terzi di ciò che è nei loro armadi. (Mignon McLaughlin)